Tutti i comuni della Costa d’Argento, quali Capalbio, Magliano in Toscana, Monte Argentario, Isola del Giglio e Orbetello, sono circondati da una natura forte e selvaggia, carica di profumi e colori che inebriano il cuore e la mente di coloro che decidono di visitare questa terra incantata ma la vera forza di questi comuni risiede nella loro storia, arte e cultura.
Capalbio:
Capalbio, ad esempio, è un piccolo borgo medievale in cui si possono notare le numerose  testimonianze della presenza etrusca e roÂmana nel territorio.
Secondo le notizie piĂą antiche, il Castello di CapalÂbio faceva parte dei territori concessi da Carlo Magno all’Abbazia delle Tre Fontane di Roma nell’805.
Oltre al centro storico un altro luogo molto interessante è il Giardino dei Tarocchi: è un parco artistico ideato dall’artiÂsta franco-statunitense Niki De Saint Phalle (1930-2002) e realizzato a partire dal 1979, con il decisivo contributo del marito, lo scultore-saldatore Jean Tinguely, situato a Garavicchio. Il Giardino è ispirato al parco GĂĽell di Barcellona dell’architetto catalano Antoni Gaudì e al Parco dei mostri di Bomarzo.
Isola del Giglio:
Il Giglioè un’isola che si fa amare piĂą o meno profondamente da tutti coloro che la visitano, il suo segreto sta nella sua forza naturale senza mezze misure. Alcuni ritrovamenti come alcune punte di frecce fanno risalire alla presenza abitativa dal periodo neolitico, così come altri ritrovati di chiara fattura etruÂsca, ci rivelano la loro presenza.
Tre sono gli insediamenti storici che sorgono nell’Isola: Giglio Castello che è il capoluogo. Un Paese medievale, affascinante per la struttura imponente delle sue mura; Giglio Porto ancora rallegrato dalle variopinte case, disposte a semicerchio, seguendo la forma della spiaggia originaria e Giglio Campese golfo dominato dalla spiaggia più estesa e soleggiata dell’isola.
Magliano in Toscana:
Magliano in Toscanaè terra di Maremma: la cinta muraria di Magliano, oggi in gran parte restaurata, rappresenta una delle piĂą interessanti e complete fortificazioÂni medievali della Maremma. Un altro luogo molto interessante è la Chiesa della SS Annunziata, sorta sui resti di un tempio pagano, caratterizzata dalla facciata con copertura a capanna di stile romaÂnico e bel portale sormontato da un architrave di travertino, ampliata nel XV secolo con l’aggiunta dell’abside, e dotata di un piccolo campanile a vela.
Monte Argentario:
Il Monte Argentarioè un promontorio caratterizzato da coste alte e rocciose: i primi insediamenti umani che risalgono certaÂmente ad epoche remote, come attestano numerosi reperti arÂcheologici provenienti dalle Grotte degli Stretti e di Cala dei Santi, e l’insediamento abitativo della Grotta del Granduca.
Chi viene a visitare il Monte Argentario non può non immergersi nel suggestivo Porto Santo Stefano che è uno dei borghi marinari piĂą suggestivo della zona. Anche Forte Stella, un gioiello dell’architettura militare spagnola, reÂcentemente restaurato e restituito alla fruizione del pubblico, è un luogo molto bello da visitare: oggi è divenuto il luogo ideale per ospitare importanti mostre ed eventi artistici da particolare suggestione.
Orbetello:
Orbetello sorge nel mezzo dell’omonima laguna ed è unita al Monte Argentariotramite una strada costruita su di una diga, che ha diviso la laguna in due specchi d’acqua.
La storia di questo comune è caratterizzata dall’influenza etrusca. Gli Etruschi, intorno al V secolo, eressero anche mura difensive, nell’area dell’attuale centro storico, ancora visibili. Il territoÂrio passò nel 273 a.C. sotto il controllo dei Romani, che vi fondarono la colonia di Cosa (Ansedonia). Gli edifici piĂą significativi del centro storico sono la Cattedrale di Santa Maria Assunta, ubicata vicino al corso principale, il Palazzo del PodestĂ in Piazza Eroe dei due Mondi e le Mura corredate dalle antiÂche porte di accesso alla cittĂ .
Sicuramente i luoghi da visitare se si transita in queste zone sono i seguenti: nel MONTE ARGENTARIO la Mostre permanenti della Fortezza Spagnola: Memorie Sommerse e Maestri d’Ascia; l’Acquario Mediterraneo della Costa d’Argento.
Nel comune di ORBETELLO ilMuseo Archeologico di Orbetello; la Mostra permanente del Frontone di Talamone; l’ Acquario della Laguna di Orbetello; ilMuseo della Cultura Contadina.
La Fortezza Spagnola di Porto Santo Stefanoospita la docuÂmentazione archeologica di provenienza sottomarina recuperaÂta casualmente o attraverso scavi regolari nei fondali compresi fra la costa e le isole di Giglio e Giannutri; alla fauna marina e lagunare sono dedicati i due acquari di Porto Santo Stefano e di Talamone. Alle tradizioni della pesca sono dedicati spazi nella Fortezza Spagnola (sala dei Maestri d’Ascia) e nei due Acquari.
Il Museo Archeologico Comunale di Orbetello, situato nella la Polveriera Guzmán, dove sono raccolti reperti etruschi e romani proveÂnienti dalla zona, è sicuramente una delle tappe da fare se si va ad Orbetello.
Percorsi archeologici
Etrurian museo di natura diversa, dedicato alla storia conÂtemporanea del territorio, è infine il Museo della Cultura ConÂtadina di Albinia di recentissima realizzazione.
Tutta la zona della Costa d’Argento, giĂ frequentata in etĂ preistoÂriche e protostoriche (come testimoniano numerosi ritrovamenÂti), fu colonizzata e popolata dagli Etruschi e, successivamente, conquistata dai Romani. Varie tombe e necropoli etrusche (visiÂtabile quella del Cancellone) sono state rinvenute tra San Donato e Doganella, tra Magliano e la riva destra dell’Albegna. Le tombe (tra cui due dipinte con animali a colori vivaci) sono a camera, senza tumulo e databili tra la seconda metĂ del VI e la fine del VII sec. a. C.. Nella zona della Doganella sorgeva un grande abiÂtato rurale (V sec. a. C.).
Anche Orbetello (come attestano i resti delle mura in grandi blocchi poligonali di arenaria del IV sec. a. C. e le tombe ritrovate in occaÂsione della edificazione delle mura senesi) e Talamone (che sicuraÂmente aveva funzioni portuali) hanno origini etrusche. Nel III sec a. C., tutta l’area cadde sotto il dominio romano, come dimostrano la nascita delle cittĂ di Cosa (273 a.C.) e di Heba (quest’ultima, del II sec. a. C., si trovava in Loc. S. Andrea presso Magliano).
Cosa sorgeva in una posizione strategica ed era munita di mura imÂponenti edificate con grandi blocchi poligonali (i resti si sviluppano per 1500 metri con 17 torri quadrate e una tonda e una porta doppia – Porta Romana – con arco). Rimangono ruderi di edifici abitavi e civili: i resti della basilica aperta con un colonnato verso la piazza del foro (il cui ingresso segnalato da un arco, crollato, del 170 a.C.); l’Atrium, i resti di un tempio dedicato a Giove-Giunone-Minerva su basamento poligonale; la cisterna con quattro pilastri al cenÂtro. Ai piedi della cittĂ si trovava il Porto Cosanus e, lì vicino, la Tagliata, un canale di drenaggio scavato nella roccia, per collegare il mare e con la laguna costiera (ma poteva essere chiuso per l’alÂlevamento del pesci).
In localitĂ Talamonaccio, vicino al luogo dove i Romani blocÂcarono un’incursione dei Galli nel 225 a.C., fu ritrovato il fronÂtone di un grande tempio, in materiale fittile, con rappresentaÂte scene della guerra dei Sette contro Tebe (il mito di Edipo).
Nello stesso periodo l’Isola del Giglio (come attestano numeÂrosi relitti marini e i ruderi dell’acquedotto romano) diventò un importante approdo negli itinerari mediterranei. In etĂ imÂperiale, con l’estendersi del latifondo e del lavoro schiavistico, nacquero imponenti costruzioni produttive e residenziali in tutta la pianura lungo l’Aurelia (antica via consolare romana), la cui piĂą bella e integra testimonianza è rappresentata dalla villa di Settefinestre, mentre l’Argentario, l’Isola del Giglio e Giannutri, offrirono residenza alla nobile famiglia romana dei Domizi Enobardi (da cui discendeva l’imperatore Nerone), come attestano i resti della ville di Santa Liberata, Giglio Campese e Giannutri. Di quest’ultima rimangono colonne con capitelli corinzi di marmo bianco, frammenti di lastre di porfido, serpentino, giallo antico e verde antico, pavimenti in mosaico, mattoni con sigle.